Teatro alla Scala - Approfondimenti

La Scala è nata sotto molti aspetti, in maniera casuale: all'interno del cortile del palazzo Reale esisteva un teatro costruito in onore di Margherita d'Austria, che nonostante le modifiche e qualche incendio ebbe vita fino al 5 gennaio 1708. Come di consuetudine fu costruito successivamente e sempre nello stesso posto altri due teatri, di cui uno fu abbattuto in quanto i milanesi lo ritenevano piccolo; il secondo fu realizzato in onore dell'arciduca Ferdinando fu chiamato Regio Ducal teatro (26 dicembre 1717). Iniziò così la sua attività con le opere di Porpora, Albinoni e del giovanissimo Mozart. All'inizio del 1776 il teatro andò a fuoco e di esso ne rimasero solo le rovine fumanti. Dopo alcuni giorni Maria Teresa d'Austria firmò il decreto per la costruzione di due teatri per opera di Giuseppe Piermarini (1778), di cui uno è l'attuale Teatro alla Scala. Ha ospitato nei suoi oltre duecento anni di vita e di storia i nomi più illustri della musica, dell'opera e della danza.
Nel gennaio 2002 le attività sono state spostate al Teatro degli Arcimboldi, im modo da consentire radicali lavori di restauro della Scala voluti dal sovrintendente Carlo Fontana e dal sindaco di Milano Gabriele Albertini.
L'opera svolta con impegno da architetti, restauratori, artigiani, operai ed artisti ha fatto si che la struttura si presentasse più moderna introducendo delle tecnologie che ne migliorassero la sicurezza, comfort e funzionalità sia per il pubblico e per chi lavora sul palco o dietro le quinte, anche se il punto forte resta l'acustica alquanto migliorata rispetto al giorno della chiusura.
Con i lavori svolti si è recuperata la Storia e la Tradizione della Scala, da associare al nome di Arturo Toscanini, anche se oltre a questo noto personaggio anche altri Maestri hanno contribuito a rendere grande la storia di questo Teatro: Gino Marinuzzi, Victor de Sabata e Francesco Siciliani, che furono alla direzione di opere in cui prendevano parte due grandi volti Maria Callas e Renata Tebaldi. Attualmente, invece, tra i direttori artistici italiani di gran successo spicca il nome di Riccardo Muti che per di più ha diretto la serata per la riapertura del teatro con l'Europa riconosciuta di Antonio Salieri, opera con cui lo stesso teatro era nato (costretto a convivere per anni con Mozart, di cui era leale rivale, fu colpito per un lungo periodo dalla diffamazione di aver avvelenato per invidia Wolfgang).
La struttura così come si presenta oggi dimostra che anche in Italia l'architettura moderna può avere un dialogo con la città e la sua storia, libera di rappresentare il suo tempo e insieme di riconoscere le proprie necessarie identità.